martedì 14 ottobre 2014

sabato 30 agosto 2014

CASTELLO TESINO, VISIONI DI PADRE IN FIGLIA mostra Castello Tesino (TN) 27 luglio-10 agosto 2014
Una lunga e profonda amicizia mi lega ad Anna. Fin dai tempi del liceo ogni volta che andavo a Casa Molin era uno spasso, una scoperta, un arricchimento. Appena varcavo la soglia venivo accolta dalla musica: soavi melodie provenienti dagli strumenti suonati dal Maestro Adriano (papà di Anna) o dalle sue sperimentazioni acustiche. E poi c’erano i quadri, i mosaici di conchiglie e… le fotografie sviluppate in quel luogo magico che era il mitico “sgabuzzino”! Questo per dirvi che sono una testimone oculare: Anna adolescente, vive in una fucina d’arte e creatività, segue le orme del padre e inizia a fotografare, tutto, proprio tutto! Fin dai primi scatti Anna rincorre la luce, insegue i colori e li fissa, nell’attimo in cui essi rendono il particolare una visione unica e irripetibile. Il colore appartiene ad Anna, semplicemente fa parte del suo patrimonio genetico; i suoi occhi di bambina si sono inebriati della vividezza dei colori di Burano (un’isola che le è molto familiare) e da sempre lì cerca e li scova nelle sue “visioni” di Venezia. Oggi con sorpresa e stupore ammiro le visioni di un altro luogo del cuore di Annamaria, di Adriano e di tutta la famiglia Molin: Castello Tesino. Gli scatti, anzi gli sguardi personali si Anna confermano il suo rapporto viscerale con il colore, che riesce a catturare, rimanipolandolo utilizzando un impercettibile retouchée, per restituirci una visione enigmatica, talvolta segreta, talvolta privata, comunque iperrealista. Adriano, invece, con grande maestria e tecnica, guidato dal suo istinto di sperimentatore riesce a selezionare la varietà dei materiali che la rigogliosa natura del Tesino gli offre e li fa vivere in una simbiosi unica. Le sue visioni ci trasmettono l’afflato del suo animo sensibile che si manifesta nel suo gesto creativo. Adriano con grande rispetto fissa l’attimo: estate dopo estate, anno dopo anno… di luogo in luogo. Ho riscontrato nel suo realismo di paesaggio i tratti cromatici e le scene di vita quotidiana dei pittori della Scuola di Barbizon, e un richiamo all’interpretazione della natura e delle cattedrali di Camille Corot. Anche nelle opere di Adriano l’associazione del paesaggio allo stato d’animo non persegue una sorta di idealizzazione o di elevazione della natura ma la ricerca dell’autenticità e l’ispirazione sincera! Il mio auspicio, il mio augurio è che la testimonianza storica dell’evoluzione di questi luoghi continui… a lungo, con le nuove Visioni di padre in figlia. Daniela Rossi

domenica 23 settembre 2012

IL COLORE DEI MIEI OCCHI

E la sabbia scorreva nella clessidra, mentre coglievo l’essenza dell’anima, nel cuore degli occhi. Occhi, che rubate il verde dei campi alla primavera; il castano delle foglie, all’autunno; il grigio della scogliera del faro – guardiano del mare-, all’estate; il nero della gelida solitudine – innevata-, all’inverno. Accorgersi di avere occhi in due direzioni: questo è il prezzo che pago per donare verità nell’istante presente. Oggi e domani: e i colori si mescolano, si sognano, suonando dolci melodie. I miei occhi non hanno un colore, ma non sanno mentire, e piangono le bugie dell’altrui iride. (Nazim Hikmet)

domenica 9 settembre 2012

NOTTURNO DI MARE

NOTTURNO DI MARE Ha voce antica nella notte il mare. Ha voce d’onde e di risacca. Canto liquido d’amore e di tempeste e solitudini e incontri e voli di gabbiani. Ha voce libera il mare la notte. Ha la voce di petali d’argento e trasparenze. Nenia lontana dal cuore degli abissi… voce dell’anima che tende ad abbracciar la riva, nell’attesa Aurora Foscari

mercoledì 5 settembre 2012

GLI ALIENI

GLI ALIENI Puoi non crederci ma ci sono persone che attraversano la vita senza attriti o angosce. persone che vestono bene, mangiano bene, dormono bene. persone appagate della loro vita familiare. persone che hanno i loro momenti di afflizione ma tutto sommato non ne sono disturbate e in genere stanno benissimo. e quando muoiono si tratta di una morte pacifica, di solito nel sonno. puoi non crederci ma persone del genere esistono davvero. ma io non sono uno di loro.oh no, io non sono uno di loro, non ci sono neppure vicino ad essere uno di loro ma loro sono là ed io sono qua. Charles Bukowski

martedì 15 maggio 2012

Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il destino è vivere balenando in burrasca. Vincenzo Cardarelli (1887 - 1959)

sabato 12 maggio 2012

DONNA, GIOIELLO E IMMAGINE

Il fascino di un gioiello immortalato in uno scatto. Mani che intrecciano materiali preziosi, occhi che li focalizzano e li intrappolano in un istante senza tempo. Protagoniste due donne, Patrizia Salvatori ed Anna Molin che dal connubio tra arte orafa e fotografia hanno tratto ispirazione per una mostra inaugurata l’8 marzo all’Expo-ex di Senigallia. “Donna: gioiello e immagine”, il titolo scelto per l’iniziativa voluta dalla l’associazione Fi.da.pa ed inserita nell’ambito delle manifestazioni promosse dal Comune di Senigallia per il mese della festa della donna sul tema “Abitare i passi del femminile tra precarietà e creatività”. Ad avviare i festeggiamenti proprio la mostra che ha offerto al pubblico l’occasione di ammirare dal vivo la selezione di gioielli scelti per l’iniziativa, accanto alla loro riproduzione fotografica. Ampio il consenso di pubblico ottenuto dall’esposizione che ha visto la partecipazione del sindaco Maurizio Mangialardi, dell’assessore comunale alle Pari opportunità Paola Curzi e della presidente della Fi.da.pa Daniela Zuares, associazione di cui sono socie anche le stesse Patrizia Salvatori, artista orafa iscritta alla Fi.da.pa di Senigallia, ed Anna Molin, stilista con una grande passione per la fotografia artistica, iscritta alla Fi.da.pa di Venezia. Al taglio del nastro hanno partecipato anche la senatrice del Pd, Silvana Amati, il direttore del Musinf di Senigallia, Carlo Emanuele Bugatti insieme ad altri esponenti della politica locale. Cosi come evocato dal titolo stesso, la mostra ha ospitato squisite creazioni in oro, argento e pietre preziose. Tutti pezzi unici, elaborati dalle sapienti mani di Patrizia Salvatori. Squisite perché presentate su cabaret ed alzatine in vetro, supportati da gigantografie sviluppate su tela, riproducenti gli stessi gioielli, ripresi in forme e pose particolari dettate dall’estro della stilista-fotografa Anna Molin. Sabrina Marinelli giornalista del Corriere Adriatico